venerdì 13 luglio 2018

ATTENTI AI FINANZIAMENTI A TASSO ZERO

In questo periodo oltre ai saldi, le catene commerciali sempre più propongono "prestiti a tasso zero", per invogliare a comprare a rate i prodotti. Peccato però che se non fai attenzione, con queste carte "fedeltà" apri un credito revolving a tempo indeterminato.
Che fare dunque per scongiurare questo pericolo? Terminato il pagamento, si recede dal contratto, restituendo la carta tagliata in due. C'è da sapere infine, che è un nostro preciso diritto avere prima della conclusione di un qualsiasi prestito il Secci, il foglio informativo europeo ed il contratto di finanziamento. 

mercoledì 20 giugno 2018

NUOVO CODICE TURISMO, COSA PREVEDE

Dal 1° luglio 2018 entra in vigore il nuovo Codice del Turismo, che modifica la previgente normativa.
In particolare, il termine “pacchetto” andrà riferito alla combinazione di almeno due tipi di servizi turistici.
La Direttiva comunitaria introduce poi la figura dei “servizi turistici collegati”, consistenti nella vendita di almeno due servizi turistici principali con la conclusione di contratti distinti con i singoli fornitori dei servizi attraverso l’intervento di un professionista. Al fine di garantire una concorrenza leale e la protezione dei viaggiatori, è previsto l’obbligo di informare i viaggiatori che non stanno acquistando un pacchetto turistico, e di fornire prove sufficienti della sussistenza di garanzie a fronte dei rimborsi delle somme versate e del rimpatrio in caso d'insolvenza.
Restano esclusi: i pacchetti o servizi turistici di breve durata (inferiori alle 24 ore); i pacchetti o servizi turistici organizzati, senza fini di lucro, occasionalmente e solo per un gruppo limitato di viaggiatori; i pacchetti o servizi turistici collegati che si rivolgono a “professionisti” nel quadro di un accordo generale tra un professionista ed un’altra persona fisica o giuridica.
Il capo II della direttiva "Obbligo di informazione e contenuto del contratto di pacchetto turistico", introduce a carico dell’organizzatore del viaggio l’obbligo di fornire al viaggiatore, prima della conclusione del contratto, informazioni chiare e comprensibili sui principali obblighi e diritti del contratto. Inoltre, al viaggiatore deve essere rilasciata una copia del contratto contenente, oltre alle informazioni precontrattuali, una serie di informazioni aggiuntive, concernenti, tra le altre, le responsabilità e gli obblighi di assistenza a carico dell’organizzatore. L’organizzatore ha inoltre l’onere di fornire una serie di moduli informativi standard, che hanno la funzione di rendere edotti i viaggiatori dell’applicabilità della Direttiva, nonché dei loro diritti fondamentali ai sensi della stessa.
Il capo III della Direttiva, intitolato “Modifiche del contratto di pacchetto turistico prima dell’inizio del pacchetto”, introduce all’art. 12 un’altra importante novità rispetto alla Direttiva del 1990, prevedendo la possibilità per il viaggiatore di cancellare prima della partenza, gratuitamente e senza alcuna penale, la vacanza prenotata, qualora nel paese di destinazione o nelle immediate vicinanze si siano verificate circostanze eccezionali ed inevitabili che abbiano un’incidenza sostanziale sull’esecuzione del viaggio. In questi casi il viaggiatore ha diritto al rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto ma non anche ad un indennizzo supplementare.
La norma ha portata innovativa poiché codifica il principio, applicato nella prassi commerciale del settore ma senza alcuna copertura di norma positiva specifica, della possibilità di recesso del viaggiatore dal pacchetto prima dell’inizio di esecuzione, a fronte del pagamento allo stesso di “spese di risoluzione adeguate e giustificabili” (così nel testo dell’art. 12 della nuova Direttiva), sostanzialmente rappresentate nella prassi commerciale del nostro ordinamento dalle “penali da annullamento”.
Sempre allo stesso capo, la nuova Direttiva disciplina anche la possibilità da parte dell’organizzatore di modifica delle condizioni contrattuali in maniera unilaterale a condizione che: a) l’organizzatore si sia riservato tale diritto nel contratto; b) la modifica sia di scarsa importanza; c) l’organizzatore dia notizia della modifica al viaggiatore in modo chiaro comprensibile ed evidente. Con riferimento alla revisione del prezzo del pacchetto turistico, essa è consentita soltanto in ipotesi tassative e solo se espressamente prevista nel testo del contratto. Peraltro si stabilisce che la modifica del prezzo non possa superare l’8%  del costo complessivo del pacchetto (e non più il 10% come previsto dall’art. 40 del Codice del Turismo) e che, diversamente, il viaggiatore può cancellare la prenotazione senza penali, oppure, accettare un pacchetto in “riprotezione”.
A tutela del viaggiatore la Direttiva del 2015, in continuità con la normativa precedente, riconosce inoltre il diritto di cessione del contratto di pacchetto turistico, specificando però che la comunicazione all’organizzatore deve avvenire almeno 7 giorni prima dell’inizio della vacanza.
Esaminando il capo IV della Direttiva, intitolato “Esecuzione del contratto di pacchetto turistico”, l’art. 13. 1 della Direttiva 2015/2302 attribuisce all’organizzatore la responsabilità per la corretta esecuzione dei servizi compresi nel pacchetto, rimettendo ai legislatori nazionali la facoltà di introdurre un’eventuale responsabilità solidale del venditore. Si ricordi che già oggi, ai sensi dell’art. 43 del Codice del Turismo, l'organizzatore o l'intermediario che si avvale di altri prestatori di servizi é comunque tenuto a risarcire il danno sofferto dal turista, salvo il diritto di rivalersi nei loro confronti.
Innovativo è il successivo art. 13.7 che introduce a carico dell’organizzatore uno specifico obbligo di assistenza nel caso in cui si verifichi l’impossibilità di proseguire il viaggio e di rimpatriare il viaggiatore per circostanze inevitabili e straordinarie, ponendo a suo carico i costi di alloggio del viaggiatore per un periodo non superiore a tre notti. L’art. 17, invece, sulla falsariga di quanto già previsto nella Direttiva del 1990, prevede che gli organizzatori di pacchetti turistici forniscano una garanzia per il rimborso di tutte le somme pagate dai viaggiatori nella misura in cui i servizi pertinenti non siano eseguiti a causa del loro stato di insolvenza. Ove i servizi includano il trasporto passeggeri, la garanzia deve prevedere anche il rimpatrio dei viaggiatori. La garanzia deve coprire i costi ragionevolmente prevedibili, vale a dire “gli importi dei pagamenti effettuati da o per conto dei viaggiatori in relazione a pacchetti, tenendo conto della durata del periodo compreso tra gli acconti e il saldo finale e del completamento dei pacchetti, nonché del costo stimato per i rimpatri in caso di insolvenza dell'organizzatore” (art. 17.2).
Rispetto alla disciplina precedente, il legislatore europeo ha rimosso il riferimento alla necessità di dimostrare di disporre di sufficienti garanzie,  Limitandosi a disporre che “gli Stati membri provvedono affinché i professionisti che agevolano servizi turistici collegati forniscano una garanzia per il rimborso di tutti i pagamenti che ricevano dai viaggiatori” (art. 19).  Ai viaggiatori deve essere inoltre sempre essere concessa la possibilità di contattare l'organizzatore tramite il venditore (art. 15), che ha l’onere di inoltrare i messaggi ricevuti senza ritardi. La stessa norma dispone inoltre che “ai fini del rispetto dei termini o dei periodi di prescrizione, la data in cui il venditore riceve messaggi, richieste o reclami di cui al primo comma è considerata data di ricezione anche per l'organizzatore”.
L’art. 16 introduce, sempre a carico dell’organizzatore, un ulteriore obbligo di prestare assistenza al viaggiatore che si trovi in difficoltà durante il viaggio, fornendogli le informazioni necessarie sui servizi sanitari e sull’assistenza consolare, oltre che un aiuto pratico nelle comunicazioni a distanza, nel predisporre un piano di viaggio e nel trovare servizi turistici alternativi. Rimangono invece invariati rispetto alla normativa attuale: (i) il diritto di regresso dell’organizzatore e/o del venditore verso i terzi fornitori dei servizi compresi nel pacchetto (art. 43 Codice del Turismo); (ii) l’esonero di responsabilità qualora l’organizzatore dimostri che l’inadempimento è imputabile al viaggiatore, ad un terzo estraneo, a circostanze inevitabili e straordinarie (art. 46 Codice del Turismo).
Anche la nuova Direttiva, così come la precedente, prevede dei limiti risarcitori per i danni, diversi da quella alla persona, derivanti dall’inadempimento o dalla inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del servizio tutto compreso. Tuttavia la Direttiva del 2015 dispone che gli Stati membri, nella misura in cui convenzioni internazionali non vincolanti l’Unione Europea limitano l’indennizzo dovuto da un fornitore di servizi, hanno facoltà di applicare tale limitazione purché non sia inferiore al triplo del prezzo totale del pacchetto. Rispetto invece alle convenzioni internazionali che vincolano l’Unione Europea non sembrano esservi margini di discrezionalità per gli Stati membri: l’art. 14.4 della Direttiva prevede infatti, che “all’organizzatore si applicano le stesse limitazioni”.
Infine, all’art. 14.5 è previsto il diritto di cumulo delle azioni spettanti ai viaggiatori ai sensi dei regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali, potendo i viaggiatori presentare denunce e reclami contemporanei sulla base delle diverse normative, con l’obbligo però di decurtare il risarcimento o la riduzione del prezzo riconosciuti ai sensi della Direttiva di quanto ottenuto sulla base delle altre normative (e.g. compensazione pecuniaria per ritardo aereo superiore alle 3 ore ex Regolamento europeo 261/2004) per evitare un risarcimento eccessivo.
Infine, l’art. 14 della Direttiva UE n. 2015/2302 riconosce al viaggiatore il “diritto di presentare denuncia a norma della presente direttiva [o dei] regolamenti [n. 261/2004, n. 1371/2007, n. 392/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, n. 1177/2010 e n. 181/2011] e convenzioni internazionali” applicabili, disponendo che “il periodo di prescrizione per presentare denuncia ai sensi del presente articolo non può essere inferiore a due anni”. 
Attualmente, il Codice del Turismo dispone che il diritto al risarcimento del danno alla persona “si prescrive in tre anni dalla data del rientro del turista nel luogo di partenza, salvo il termine di diciotto o dodici mesi per quanto attiene all’inadempimento di prestazioni di trasporto comprese nel pacchetto turistico per le quali si applica l’articolo 2951 del codice civile” (art. 44). Ai sensi dell’art. 45 del Codice del Turismo, il diritto al risarcimento dei danni diversi da quelli alla persona si prescrive invece in un anno dal rientro del turista nel luogo di partenza.

martedì 22 maggio 2018

EDUCAZIONE FINANZIARIA, IL MIGLIOR INVESTIMENTO!

Il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) incontra i Rappresentanti delle Regioni per confrontarsi sugli argomenti di maggiore interesse per i consumatori e dettare le linee programmatiche della loro azione di tutela.
Il tema scelto quest'anno è "Educazione e Trasparenza Finanziaria: un investimento per i cittadini/utenti”. La scelta nasce dalla consapevolezza che un’economia avanzata necessiti di consumatori dotati di un livello di alfabetizzazione che consenta loro di fare scelte finanziarie collegate al benessere del singolo e della società.
L'incontro, organizzato in collaborazione con la Regione Marche,  si svolgerà a Macerata, il 25 e 26 maggio 2018, e noi saremo presenti.

sabato 21 aprile 2018

MODEM LIBERO: CHIEDI IL MODULO PER IL RIMBORSO!

Dopo settimane di consultazioni pubbliche sullo stato di attuazione in Italia del regolamento comunitario 2120/15 sulla Net Neutrality, si attende a breve il provvedimento AGCOM.
La norma europea infatti, impone una maggior trasparenza nei confronti dei consumatori: gli operatori dovranno fornire notizie sulla libertà di scelta da parte degli utenti, circa il costo e l’acquisto, che potrà avvenire senza il tramite delle compagnie telefoniche.
Proprio la disapplicazione della norma in Italia, ha portato alla nascita della Free Modem Alliance, un’alleanza di associazioni e internet provider che si battono per il riconoscimento del diritto di scelta, a cui aderisce anche il Movimento Difesa del Cittadino.
Intanto i centinaia di migliaia di utenti che hanno acquistato i modem router del tutto inconsapevolmente e che solo guardando la bolletta, scoprono che lo pagheranno a rate con un costo dai 150 ai 200 euro, possono contrastare tale pratica commerciale scorretta, chiedendo il rimborso ai gestori. 


mercoledì 14 marzo 2018

UN GRUPPO DI ACQUISTO, PER UNA SCELTA PIU' SOSTENIBILE!

Siete stanchi di fare la spesa nei centri commerciali, acquistando merce prodotta non si sa dove e messa nel carrello solo perchè in offerta? Noi si, e allora abbiamo promosso un gruppo di acquisto, per riflettere sui nostri consumi e scegliere più consapevolmente, guardando non solo al prezzo ma anche a chi produce sul territorio in modo sostenibile.
Per chi fosse interessato, giovedì 15 marzo alle ore 17.00, in occasione della Giornata Mondiale del Consumatore, si terrà un incontro presso la sede del Movimento Difesa del Cittadino in via Bizzozero n. 19 a Parma.

giovedì 1 marzo 2018

TRENI: QUANDO SPETTANO RIMBORSI, INDENNIZZI E RISARCIMENTI?

Indennizzi e rimborsi per i passeggeri Trenitalia
Per chi viaggia con Trenitalia e giunge a destinazione con un ritardo compreso tra 30 e 59 minuti è previsto un indennizzo del 25% dell’importo del biglietto per i treni Frecciarossa, Frecciabianca e Frecciargento.
Per chi viaggia con Trenitalia (sulle Frecce e sulle altre tipologie di treni) e giunge a destinazione con un ritardo compreso tra 60 e 119 minuti è previsto un indennizzo del 25% dell’importo del biglietto
Per chi viaggia con Trenitalia e giunge a destinazione con un ritardo pari o superiore a 120 minuti è previsto un indennizzo pari al 50% (per tutte le tipologie di treni).
Per ritardi superiori alle 3 ore è invece previsto un indennizzo eccezionale del 100%, invece del normale indennizzo del 50% previsto dalla normativa vigente.
Ricordiamo che l’indennizzo può essere corrisposto entro 12 mesi, a scelta del cliente: con un bonus, in contanti per pagamenti effettuati in contanti o mediante il riaccredito per pagamenti effettuati con carta di credito.
Per chi ha rinunciato al viaggio sui treni di lunga percorrenza sarà comunque riconosciuto un rimborso del 100% del biglietto non utilizzato indipendentemente dall’avvenuta soppressione del treno.
Per Trenitalia è possibile richiedere il rimborso presso la biglietteria al momento in cui si è verificato l’impedimento al viaggio. In caso di biglietto acquistato on line o tramite call center e non ancora ritirato, o di ticketless è invece possibile richiedere il rimborso integrale senza trattenute telefonando al call center di Trenitalia (a pagamento) o compilando il modulo di rimborso sul sito di Trenitalia , indicando il codice identificativo di prenotazione (PNR).
Se il rimborso non viene riconosciuto è possibile richiederlo inoltrando la richiesta direttamente a Trenitalia. Se Trenitalia prevede che il ritardo in partenza o in arrivo sia superiore a 60 minuti il viaggiatore ha diritto:
  • a ricevere pasti e bevande;
  • al pernottamento e al rimborso delle spese per informare i familiari del ritardo nell'arrivo, se il viaggio non può continuare nello stesso giorno e non risulti possibile la prosecuzione con autoservizi sostitutivi (bus o taxi).
Se questa assistenza non viene prestata, sarà possibile richiedere un risarcimento danni.

Ricordiamo che per i disagi subiti nelle giornate del 26, 27 e 28 febbraio, il termine entro cui presentare la domanda è fissato al 31 marzo 2018.

Rimborsi e indennizzi per i passeggeri di Italo
Per chi ha viaggiato con Italo ed è giunto a destinazione con ritardi superiori ai 60 minuti, l’erogazione degli indennizzi avverrà in maniera automatica entro il prossimo 11 marzo, senza bisogno di una espressa richiesta del passeggero.
Per ritardi superiori ai 120 minuti è invece previsto un indennizzo eccezionale del 100%, invece del normale indennizzo del 50% previsto dalla normativa vigente.
Per chi ha rinunciato al viaggio sarà in ogni caso riconosciuto un rimborso del 100%.
Sia per Italo che per Trenitalia sarà comunque possibile chiedere il risarcimento di eventuali danni subiti a causa dei ritardi accumulati dai treni, ad esempio per la mancata partecipazione ad un concorso o  la perdita di un affare.

mercoledì 28 febbraio 2018

BIOMASSE LEGNOSE: LA DISCIPLINA REGIONALE

L´uso di legna, cippato e pellet - genericamente denominati biomassa legnosa - nei settori della produzione di energia per scopi civili, ossia nei moderni sistemi di riscaldamento come caldaie, stufe, camini e altri apparecchi domestici, è aumentato negli ultimi anni, grazie sia a norme europee che nazionali, atte principalmente a promuovere l’uso di energia da fonti rinnovabili, sia per il vantaggio economico derivante dall’utilizzo di tali fonti, rispetto ad altri combustibili. L´impatto dell´uso delle biomasse legnose per il riscaldamento domestico sull´emissione di polveri in atmosferaVista tale crescita risultava importante valutare l’impatto dell´uso di questi combustibili in termini di contributo all’inquinamento atmosferico. Le biomasse legnose, se non gestite correttamente all’interno del processo di combustione, nell’impianto e nelle emissioni, possono provocare l’immissione in atmosfera di polveri di diverso diametro, alcuni composti organici volatili e ossidi di azoto.
Ad oggi i principali composti e le specie chimiche rintracciabili nel materiale particolato e nelle particelle derivanti dalla combustione della legna, sono il carbonio elementare e organico, alcuni elementi come il potassio e il cloro e il levoglucosano - uno zucchero caratteristico della decomposizione termica della cellulosa.
I quantitativi di queste sostanze emessi in aria dipendono da diversi fattori fra cui:
  • il tipo di caldaia e le sue caratteristiche energetiche ed emissive,
  • la sua frequenza di manutenzione,
  • la tipologia di biomassa legnosa utilizzata.
Alcune risposte: il progetto SupersitoPer aiutare a comprendere il reale impatto in atmosfera delle diverse fonti di inquinamento, e quindi anche della legna e i suoi derivati, Arpae e la Regione Emilia-Romagna hanno realizzato il progetto Supersito, i cui primi risultati sono stati presentati nel 2016.
Fra i diversi obiettivi del progetto vi era anche lo studio della composizione chimica del PM2.5, al fine di valutarne l’origine, in diversi siti della regione: tre urbani (Bologna, Parma e Rimini) e uno rurale (San Pietro Capofiume, Molinella - Bo).
Attraverso le analisi del profilo chimico del PM2.5 misurato nelle stazioni sopra citate - ioni, specie del carbonio e metalli - il progetto Supersito è stato in grado di mettere in evidenza come la sorgente legata alla biomassa legnosa rappresenti, anche per la nostra regione, una fonte importante di particolato fine. Dai dati ottenuti la biomassa legnosa risulta essere la principale sorgente di PM2.5 in tutti i siti durante la stagione fredda, ed è presente anche durante il periodo estivo, pur mostrando ovviamente contributi inferiori.
L’apporto stimato alla massa del PM2.5 di tale fonte sembra variare da circa il 25% al 40% durante la stagione fredda e da circa il 10% al 20% durante la stagione calda. Probabilmente, in aggiunta al contributo della combustione della biomassa, anche la cottura di cibo in forni con grigliatura a legna o carbone, la combustione a cielo aperto di sfalci e potature agricole possono essere una fonte: il loro apporto in termini percentuali può essere non trascurabile, in particolare nella stagione calda.
La combustione della biomassa legnosa può quindi avere, come dimostrato dallo studio Supersito e da altre numerose ricerche internazionali, un impatto ambientale non trascurabile.

Il PAIR2020 e le regole per l´uso di biomasse legnose per il riscaldamento domesticoIl Piano Aria Integrato Regionale dell’Emilia-Romagna (PAIR 2020), approvato ed entrato in vigore nell’aprile 2017, mira a ridurre i livelli degli inquinanti sul territorio regionale e rientrare nei valori limite definiti dalla normativa (Direttiva 2008/50/CE e del D.Lgs. 155/2010) e tiene conto anche dell’impatto sull’inquinamento atmosferico dell’uso delle biomasse legnose regolamentandone l’utilizzo.
Nella stessa direzione va il Decreto Ministeriale del 7 novembre 2017 n.186: “Regolamento recante la disciplina dei requisiti, delle procedure e delle competenze per il rilascio di una certificazione dei generatori di calore alimentati a biomasse combustibili solide”. Tale regolamento stabilisce i requisiti, le procedure e le competenze per il rilascio di una certificazione ambientale dei generatori di calore alimentati con legna da ardere, carbone di legna e biomasse combustibili. Individua, inoltre, le prestazioni emissive di riferimento per le diverse classi di qualità, i relativi metodi di prova e le verifiche da eseguire ai fini del rilascio della certificazione ambientale, nonché appositi adempimenti relativi alle indicazioni da fornire circa le corrette modalità di installazione e gestione dei generatori di calore che hanno ottenuto la certificazione ambientale.