mercoledì 29 agosto 2018

PAY-TV: SKY E DAZN SOTTO ACCUSA

Il Garante della Concorrenza ha avviato due istruttorie per presunte pratiche commerciali scorrette contro Sky e Dazn, con riferimento ai pacchetti abbonamento delle partite di calcio per la stagione 2018-2019.

Infatti la pay-tv non avrebbe opportunamente informato i clienti delle mutate condizioni dell'offerta, a fronte di un significativo ridimensionamento del numero di partite trasmesse.
Pertanto nel caso di Sky, al consumatore sarebbe stato negato l'esercizio consapevole del diritto di recesso, mentre per quanto riguarda Dazn, gli sarebbe stato imposto l'addebito automatico per i mesi successivi a quello gratuito, conseguente alla sottoscrizione inconsapevole del contratto.

lunedì 30 luglio 2018

FURTI DI IDENTITA': STATE ACCORTI!

Capita sempre più spesso che un soggetto si impossessi dei nostri dati personali e li utilizzi per ottenere un prestito o effettuare dei pagamenti. Le conseguenze sono serie, perchè si corre il rischio di rispondere per debiti mai contratti, ma anche di non poter accedere al credito ed eventualmente non poter acquistare nei tempi concordati (meglio quindi verificare in anticipo la propria situazione debitoria presso le centrali rischi, e in ogni caso subordinare la proposta alla concessione del finanziamento da parte della banca). Cosa si deve poi fare in caso di furto di identità? Chiedere una copia del contratto sottoscritto a nostro nome ma senza il nostro consenso e sporgere denuncia (il furto di identità rientra nella fattispecie prevista dall’'articolo 494 c.p.), chiedendo la cancellazione del debito a tutte le centrali rischi.
Nel caso in cui la banca o la finanziaria neghino la cancellazione, potrebbe essere necessario far verificare l’'autenticità della sottoscrizione da un esperto grafologo.
Per ottenere assistenza in via stragiudiziale, puoi rivolgerti ai nostri sportelli.

venerdì 13 luglio 2018

ATTENTI AI PRESTITI A TASSO ZERO

In questo periodo oltre ai saldi, le catene commerciali sempre più propongono "prestiti a tasso zero", per invogliare a comprare i prodotti a rate. Peccato però che se non fai attenzione, con queste carte "fedeltà" apri un credito revolving a tempo indeterminato.
Che fare dunque per scongiurare questo pericolo? Terminato il pagamento, si recede dal contratto, restituendo la carta tagliata in due. C'è da sapere infine, che è un nostro preciso diritto avere prima della conclusione di un qualsiasi prestito il Secci, il foglio informativo europeo ed il contratto di finanziamento. 

mercoledì 20 giugno 2018

NUOVO CODICE TURISMO, COSA PREVEDE

Dal 1° luglio 2018 entra in vigore il nuovo Codice del Turismo, che modifica la previgente normativa.
In particolare, il termine “pacchetto” andrà riferito alla combinazione di almeno due tipi di servizi turistici.
La Direttiva comunitaria introduce poi la figura dei “servizi turistici collegati”, consistenti nella vendita di almeno due servizi turistici principali con la conclusione di contratti distinti con i singoli fornitori dei servizi attraverso l’intervento di un professionista. Al fine di garantire una concorrenza leale e la protezione dei viaggiatori, è previsto l’obbligo di informare i viaggiatori che non stanno acquistando un pacchetto turistico, e di fornire prove sufficienti della sussistenza di garanzie a fronte dei rimborsi delle somme versate e del rimpatrio in caso d'insolvenza.
Restano esclusi: i pacchetti o servizi turistici di breve durata (inferiori alle 24 ore); i pacchetti o servizi turistici organizzati, senza fini di lucro, occasionalmente e solo per un gruppo limitato di viaggiatori; i pacchetti o servizi turistici collegati che si rivolgono a “professionisti” nel quadro di un accordo generale tra un professionista ed un’altra persona fisica o giuridica.
Il capo II della direttiva "Obbligo di informazione e contenuto del contratto di pacchetto turistico", introduce a carico dell’organizzatore del viaggio l’obbligo di fornire al viaggiatore, prima della conclusione del contratto, informazioni chiare e comprensibili sui principali obblighi e diritti del contratto. Inoltre, al viaggiatore deve essere rilasciata una copia del contratto contenente, oltre alle informazioni precontrattuali, una serie di informazioni aggiuntive, concernenti, tra le altre, le responsabilità e gli obblighi di assistenza a carico dell’organizzatore. L’organizzatore ha inoltre l’onere di fornire una serie di moduli informativi standard, che hanno la funzione di rendere edotti i viaggiatori dell’applicabilità della Direttiva, nonché dei loro diritti fondamentali ai sensi della stessa.
Il capo III della Direttiva, intitolato “Modifiche del contratto di pacchetto turistico prima dell’inizio del pacchetto”, introduce all’art. 12 un’altra importante novità rispetto alla Direttiva del 1990, prevedendo la possibilità per il viaggiatore di cancellare prima della partenza, gratuitamente e senza alcuna penale, la vacanza prenotata, qualora nel paese di destinazione o nelle immediate vicinanze si siano verificate circostanze eccezionali ed inevitabili che abbiano un’incidenza sostanziale sull’esecuzione del viaggio. In questi casi il viaggiatore ha diritto al rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto ma non anche ad un indennizzo supplementare.
La norma ha portata innovativa poiché codifica il principio, applicato nella prassi commerciale del settore ma senza alcuna copertura di norma positiva specifica, della possibilità di recesso del viaggiatore dal pacchetto prima dell’inizio di esecuzione, a fronte del pagamento allo stesso di “spese di risoluzione adeguate e giustificabili” (così nel testo dell’art. 12 della nuova Direttiva), sostanzialmente rappresentate nella prassi commerciale del nostro ordinamento dalle “penali da annullamento”.
Sempre allo stesso capo, la nuova Direttiva disciplina anche la possibilità da parte dell’organizzatore di modifica delle condizioni contrattuali in maniera unilaterale a condizione che: a) l’organizzatore si sia riservato tale diritto nel contratto; b) la modifica sia di scarsa importanza; c) l’organizzatore dia notizia della modifica al viaggiatore in modo chiaro comprensibile ed evidente. Con riferimento alla revisione del prezzo del pacchetto turistico, essa è consentita soltanto in ipotesi tassative e solo se espressamente prevista nel testo del contratto. Peraltro si stabilisce che la modifica del prezzo non possa superare l’8%  del costo complessivo del pacchetto (e non più il 10% come previsto dall’art. 40 del Codice del Turismo) e che, diversamente, il viaggiatore può cancellare la prenotazione senza penali, oppure, accettare un pacchetto in “riprotezione”.
A tutela del viaggiatore la Direttiva del 2015, in continuità con la normativa precedente, riconosce inoltre il diritto di cessione del contratto di pacchetto turistico, specificando però che la comunicazione all’organizzatore deve avvenire almeno 7 giorni prima dell’inizio della vacanza.
Esaminando il capo IV della Direttiva, intitolato “Esecuzione del contratto di pacchetto turistico”, l’art. 13. 1 della Direttiva 2015/2302 attribuisce all’organizzatore la responsabilità per la corretta esecuzione dei servizi compresi nel pacchetto, rimettendo ai legislatori nazionali la facoltà di introdurre un’eventuale responsabilità solidale del venditore. Si ricordi che già oggi, ai sensi dell’art. 43 del Codice del Turismo, l'organizzatore o l'intermediario che si avvale di altri prestatori di servizi é comunque tenuto a risarcire il danno sofferto dal turista, salvo il diritto di rivalersi nei loro confronti.
Innovativo è il successivo art. 13.7 che introduce a carico dell’organizzatore uno specifico obbligo di assistenza nel caso in cui si verifichi l’impossibilità di proseguire il viaggio e di rimpatriare il viaggiatore per circostanze inevitabili e straordinarie, ponendo a suo carico i costi di alloggio del viaggiatore per un periodo non superiore a tre notti. L’art. 17, invece, sulla falsariga di quanto già previsto nella Direttiva del 1990, prevede che gli organizzatori di pacchetti turistici forniscano una garanzia per il rimborso di tutte le somme pagate dai viaggiatori nella misura in cui i servizi pertinenti non siano eseguiti a causa del loro stato di insolvenza. Ove i servizi includano il trasporto passeggeri, la garanzia deve prevedere anche il rimpatrio dei viaggiatori. La garanzia deve coprire i costi ragionevolmente prevedibili, vale a dire “gli importi dei pagamenti effettuati da o per conto dei viaggiatori in relazione a pacchetti, tenendo conto della durata del periodo compreso tra gli acconti e il saldo finale e del completamento dei pacchetti, nonché del costo stimato per i rimpatri in caso di insolvenza dell'organizzatore” (art. 17.2).
Rispetto alla disciplina precedente, il legislatore europeo ha rimosso il riferimento alla necessità di dimostrare di disporre di sufficienti garanzie,  Limitandosi a disporre che “gli Stati membri provvedono affinché i professionisti che agevolano servizi turistici collegati forniscano una garanzia per il rimborso di tutti i pagamenti che ricevano dai viaggiatori” (art. 19).  Ai viaggiatori deve essere inoltre sempre essere concessa la possibilità di contattare l'organizzatore tramite il venditore (art. 15), che ha l’onere di inoltrare i messaggi ricevuti senza ritardi. La stessa norma dispone inoltre che “ai fini del rispetto dei termini o dei periodi di prescrizione, la data in cui il venditore riceve messaggi, richieste o reclami di cui al primo comma è considerata data di ricezione anche per l'organizzatore”.
L’art. 16 introduce, sempre a carico dell’organizzatore, un ulteriore obbligo di prestare assistenza al viaggiatore che si trovi in difficoltà durante il viaggio, fornendogli le informazioni necessarie sui servizi sanitari e sull’assistenza consolare, oltre che un aiuto pratico nelle comunicazioni a distanza, nel predisporre un piano di viaggio e nel trovare servizi turistici alternativi. Rimangono invece invariati rispetto alla normativa attuale: (i) il diritto di regresso dell’organizzatore e/o del venditore verso i terzi fornitori dei servizi compresi nel pacchetto (art. 43 Codice del Turismo); (ii) l’esonero di responsabilità qualora l’organizzatore dimostri che l’inadempimento è imputabile al viaggiatore, ad un terzo estraneo, a circostanze inevitabili e straordinarie (art. 46 Codice del Turismo).
Anche la nuova Direttiva, così come la precedente, prevede dei limiti risarcitori per i danni, diversi da quella alla persona, derivanti dall’inadempimento o dalla inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del servizio tutto compreso. Tuttavia la Direttiva del 2015 dispone che gli Stati membri, nella misura in cui convenzioni internazionali non vincolanti l’Unione Europea limitano l’indennizzo dovuto da un fornitore di servizi, hanno facoltà di applicare tale limitazione purché non sia inferiore al triplo del prezzo totale del pacchetto. Rispetto invece alle convenzioni internazionali che vincolano l’Unione Europea non sembrano esservi margini di discrezionalità per gli Stati membri: l’art. 14.4 della Direttiva prevede infatti, che “all’organizzatore si applicano le stesse limitazioni”.
Infine, all’art. 14.5 è previsto il diritto di cumulo delle azioni spettanti ai viaggiatori ai sensi dei regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali, potendo i viaggiatori presentare denunce e reclami contemporanei sulla base delle diverse normative, con l’obbligo però di decurtare il risarcimento o la riduzione del prezzo riconosciuti ai sensi della Direttiva di quanto ottenuto sulla base delle altre normative (e.g. compensazione pecuniaria per ritardo aereo superiore alle 3 ore ex Regolamento europeo 261/2004) per evitare un risarcimento eccessivo.
Infine, l’art. 14 della Direttiva UE n. 2015/2302 riconosce al viaggiatore il “diritto di presentare denuncia a norma della presente direttiva [o dei] regolamenti [n. 261/2004, n. 1371/2007, n. 392/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, n. 1177/2010 e n. 181/2011] e convenzioni internazionali” applicabili, disponendo che “il periodo di prescrizione per presentare denuncia ai sensi del presente articolo non può essere inferiore a due anni”. 
Attualmente, il Codice del Turismo dispone che il diritto al risarcimento del danno alla persona “si prescrive in tre anni dalla data del rientro del turista nel luogo di partenza, salvo il termine di diciotto o dodici mesi per quanto attiene all’inadempimento di prestazioni di trasporto comprese nel pacchetto turistico per le quali si applica l’articolo 2951 del codice civile” (art. 44). Ai sensi dell’art. 45 del Codice del Turismo, il diritto al risarcimento dei danni diversi da quelli alla persona si prescrive invece in un anno dal rientro del turista nel luogo di partenza.

martedì 22 maggio 2018

EDUCAZIONE FINANZIARIA, IL MIGLIOR INVESTIMENTO!

Il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) incontra i Rappresentanti delle Regioni per confrontarsi sugli argomenti di maggiore interesse per i consumatori e dettare le linee programmatiche della loro azione di tutela.
Il tema scelto quest'anno è "Educazione e Trasparenza Finanziaria: un investimento per i cittadini/utenti”. La scelta nasce dalla consapevolezza che un’economia avanzata necessiti di consumatori dotati di un livello di alfabetizzazione che consenta loro di fare scelte finanziarie collegate al benessere del singolo e della società.
L'incontro, organizzato in collaborazione con la Regione Marche,  si svolgerà a Macerata, il 25 e 26 maggio 2018, e noi saremo presenti.

sabato 21 aprile 2018

MODEM LIBERO: CHIEDI IL MODULO PER IL RIMBORSO!

Dopo settimane di consultazioni pubbliche sullo stato di attuazione in Italia del regolamento comunitario 2120/15 sulla Net Neutrality, si attende a breve il provvedimento AGCOM.
La norma europea infatti, impone una maggior trasparenza nei confronti dei consumatori: gli operatori dovranno fornire notizie sulla libertà di scelta da parte degli utenti, circa il costo e l’acquisto, che potrà avvenire senza il tramite delle compagnie telefoniche.
Proprio la disapplicazione della norma in Italia, ha portato alla nascita della Free Modem Alliance, un’alleanza di associazioni e internet provider che si battono per il riconoscimento del diritto di scelta, a cui aderisce anche il Movimento Difesa del Cittadino.
Intanto i centinaia di migliaia di utenti che hanno acquistato i modem router del tutto inconsapevolmente e che solo guardando la bolletta, scoprono che lo pagheranno a rate con un costo dai 150 ai 200 euro, possono contrastare tale pratica commerciale scorretta, chiedendo il rimborso ai gestori. 


mercoledì 14 marzo 2018

UN GRUPPO DI ACQUISTO, PER UNA SCELTA PIU' SOSTENIBILE!

Siete stanchi di fare la spesa nei centri commerciali, acquistando merce prodotta non si sa dove e messa nel carrello solo perchè in offerta? Noi si, e allora abbiamo promosso un gruppo di acquisto, per riflettere sui nostri consumi e scegliere più consapevolmente, guardando non solo al prezzo ma anche a chi produce sul territorio in modo sostenibile.
Per chi fosse interessato, giovedì 15 marzo alle ore 17.00, in occasione della Giornata Mondiale del Consumatore, si terrà un incontro presso la sede del Movimento Difesa del Cittadino in via Bizzozero n. 19 a Parma.